La coda dell’estate e gli ultimi caldi mettono in circolazione nuovi pollini e favoriscono la proliferazione degli acari. In questo contesto, i soggetti allergici non se la passano bene e tra naso che gocciola (rinite) e lacrimazione agli occhi (congiuntivite) devono fare i conti con le allergie autunnali. Le cause, i rimedi e le precauzioni da prendere le illustra a Dica33, Domenico Schiavino, direttore del Servizio di Allergologia del Policlinico Gemelli di Roma.

Che cosa scatena le reazioni allergiche nel periodo di passaggio dall’estate all’autunno?

Le patologie a carico dell’apparato respiratorio, che compaiono tra settembre e ottobre, sono fortemente condizionate dalle allergie a pollini di varie piante. In questo periodo, infatti, sono ancora in circolazione pollini estivi ed è il momento dell’impollinazione della Parietaria, una pianta infestante che colonizza muri vecchi e aree incolte. Libera il polline da marzo a giugno, poi si ferma durante l’estate e torna a impollinare tra settembre e ottobre con le prime piogge. Si tratta di un polline particolarmente cattivo perché talmente piccolo che penetra in profondità nell’apparato respiratorio fino a scatenare l’asma. Ma in questo periodo ci sono ancora i pollini delle composite, piante molto diffuse in tutti gli ambienti, che fioriscono dall’inizio di giugno fino alla fine di agosto. Tra queste va segnalata l’Ambrosia, la cui presenza in Italia è recente, importata dagli Stati Uniti circa 15 anni fa. È molto diffusa nelle aree vicine agli aeroporti, infatti nei dintorni di Malpensa, Linate, Fiumicino la presenza è molto più forte, probabilmente perché i semi viaggiano con le ruote degli aerei, o con i carichi di semenze. Non vanno dimenticati gli acari, presenti tutto l’anno ma che, favoriti in particolare dalle temperature tra 16-24° e umidità superiore al 60-70%, trovano le condizioni ottimali per la loro riproduzione.

I sintomi sono diversi dalle altre allergie tipiche della primavera?

No, sono sintomi simili, quindi naso che cola, raffreddore, occhi arrossati, lacrimazione. Sono però meno intensi perché è minore la quantità di pollini e di allergeni in circolazione

Quanto possono durare?

Dipende molto dal clima e dai cambiamenti di temperatura, poiché un calo di 10° può cambiare radicalmente le condizioni e migliorare i sintomi. Ma dipende anche dalla distribuzione geografica della pianta, per esempio nel Nord la Parietaria non è molto diffusa quindi il periodo di allergia sarà ristretto, mentre al Sud è una pianta perenne, quindi chi ne è allergico soffre più a lungo. Per quanto riguarda invece gli acari, possono mantenersi in concentrazioni elevate fino alla fine di novembre.

ECCO COSA FARE

  1. Arredamendo semplice: eliminare ogni tipo di mobile con impunture imbottito di lana o di piume.
  2. Coperte e copriletti devono essere messi all’ aria tutti i giorni e lavati almeno due volte al mese. Le lenzuola anch’ esse arieggiate giornalmente devono essere lavate ogni cinque sette giorni.
  3. Cuscini e materassi in materiale sintetico vanno sigillati in apposite fodere impermeabili.
  4. Se a soffrire di allergia è un bambino gli si devono sconsigliare la polvere, le battaglie con i cuscini, salti sul letto, tuffi su morbidi tappeti pelosi. Così non gli si regaleranno quintali di peluche
  5. I pavimenti devono essere di materiale facilmente lavabile, evitare o eliminare ogni tipo di moquette.
  6. Tappeti e tende facilmente lavabili, per le tende sono preferibili quelle “a vetro”.
  7. Sono consigliabili le librerie chiuse in modo che i libri non diventino armi pericolosissime… piene di polvere.
  8. Se la casa è fornita di aria condizionata con appositi filtri si può diminuire notevolmente la concentrazione allergenica.
  9. Evitare ogni irritante respiratorio: fumo di sigarette, detergenti per la casa, prodotti di pulizia.
  10. Fare la pulizia con stracci bagnati e un aspirapolvere quando non è presente l’allergico ma se questa allergia capita ad una casalinga? Determinati tipi di lavori (sbattere tappeti o cuscini) dovrà farli fare ad altri oppure dovrà usare una mascherina di tipo particolare che potrà offrirle una certa protezione.

Simona Zazzetta

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